mercoledì 9 luglio 2014

Sicurezza alimentare: da IBM il nuovo sistema per prevedere i cibi contaminati

Sicurezza alimentare: come poter individuare i cibi contaminati e prevenire l'insorgere di focolai delle malattie di origine alimentare? Bene sarebbe prediligere il Made in Italy e magari anche evitare le offerte a prezzi stracciati, ma un'idea viene da quei geni di Ibm.
L'azienda a stelle e strisce ha messo a punto unsistema primo nel suo genere, progettato per aiutare i rivenditori e i distributori di prodotti alimentari e i funzionari della salute pubblica aprevedere quali tipi di fonti alimentari possono essere contaminate con maggiore probabilità.
Una autentica previsione che consentirebbe di accelerare le indagini sui focolai di malattia di origine alimentare, ridurre i costi sanitari che ne sono collegati e scongiurare la perdita di ricavi per le aziende alimentari.
Il congegno si basa su nuovi algoritmi, sulla visualizzazione e su alcune tecniche statistiche ed è in grado di utilizzare le informazioni sulla data e ubicazione di miliardi di articoli alimentari venduti nei supermercati ogni settimana, per individuare rapidamente e con elevata probabilità tutti i prodotti potenzialmente "incriminati" all'interno di 10 casi di focolai.
Una bella trovata se si considera che il sistema integra i dati di vendita che sono stati calcolati precedentemente con i dati di salute pubblica geocodificati. In questo modo i ricercatori vedono la distribuzione dei cibi sospetti e, selezionando un'area della mappa, visualizzano i casi clinici e i referti di laboratorio derivati dalle interazioni cliniche. L'algoritmo apprende da ogni nuovo rapporto e referto e calcola nuovamente la possibilità che ogni alimento sia responsabile della malattia.
La ricerca è pubblicata sulla rivista PLOS Computational Biology, insieme ai colleghi della Johns Hopkins University, della Purdue University e dell'Istituto federale tedesco per la valutazione del rischio (BfR).

Un concentrato di bontà e salute: è il pomodoro

È antiossidante, e quindi risulta un efficiente "eliminatore" dei radicali liberi, tossici per le cellule. Previene l’ossidazione delle lipoproteine, riducendo l’aterogenicità, e quindi il rischio di insorgenza di arteriosclerosi, per cui risulta un valido aiuto contro le patologie cardiocircolatorie. È stata inoltre dimostrata un’associazione tra l`assunzione di licopene e riduzione del rischio della comparsa di alcune neoplasie. Tutto in un unico alimento: ilpomodoro, "che dovrebbe far abitualmente parte della dieta italiana già a partire dalla fine del primo anno di vita. È, infatti, uno degli alimenti più importanti dell’alimentazione mediterranea", osserva Claudio Maffeis, docente di pediatria dell`Università di Verona.
Dal pomodoro, oltre il pomodoro. Anche il concentrato, infatti, è un veroelisir di giovinezza, con calcio, ferro, potassio, fosforo, licopene e vitamine da 4 a 8 volte più presenti - per unità di peso - che nel pomodoro fresco. "La cottura del concentrato e l’aggiunta di olio, inoltre, ne fanno aumentare l’assorbimento dall`organismo", spiega Maffeis.
Così insieme a frutta, verdura, latte e yogurt, anche il concentrato di pomodoro è un importante alleato per la corretta nutrizione soprattutto dei ragazzi in fase di crescita. "Il concentrato costituisce un’ottima possibilità per arricchire di nutrienti l’alimentazione del bambino e del giovane - spiega Maffeis -. L’assunzione di adeguate quantità di licopene nell’età evolutiva, infatti, potrebbe risultare infatti potenzialmente utile quale co-fattore di prevenzione sia delle malattie cardiovascolari che di alcune neoplasie".
Fosforo, calcio, vitamine: sono tante e diverse le sostanze nutritive di cui hanno bisogno i ragazzi per un corretto sviluppo psico-fisico. Ma come bilanciare i pasti per essere sicuri di somministrare loro i giusti elementi nutritivi senza esagerare? Un’alimentazione variegata che comprenda latte, latticini, cereali, pesce, uova, e carne in quantità modica, unita a un`abbondante assunzione di frutta, verdura e legumi - spiega l`esperto - permette di soddisfare tutti i bisogni energetici e nutritivi. Ma bisogna fare attenzione: "Spesso si riscontrano carenze in nutrienti come minerali, fibre e oligoelementi che a lungo andare contribuiscono a influenzare lo stato di salute, aumentando il rischio di sviluppare alcune malattie come anemia, stipsi, osteoporosi e aterosclerosi". 
Secondo il pediatra l’uso del concentrato di pomodoro come condimento per pasta e riso, soprattutto al posto di salse a base di formaggi, "offre due opportunità: limita l’apporto di grassi saturi, dannosi per il sistema cardiovascolare, e contiene l’apporto calorico, generalmente esuberante rispetto ai fabbisogni. Anche a merenda, insieme a pane e olio, può costituire un’alternativa sana e nutriente, rispetto a merende più ricche di grassi e calorie".

Origano elisir di giovinezza previene l`arteriosclerosi

A esaltare gli effetti dell’origano, una delle erbe aromatiche più diffuse nella cucina mediterranea, sono i ricercatori dell’Università di Bonn e della Eidgenössischen Technischen Hochschule (ETH) di Zurgo. Da una ricerca pubblicata sul Proceedings of the National Academy of Sciences, è emerso come nell’origano sia contenuta una particolare sostanza, il Beta-Cariofillene (E-BCP), efficace contro le infiammazione e contro le malattie, tipo l’osteoporosi o l’arteriosclerosi. 
I responsabili della ricerca hanno somministrato la sostanza a dei topi con un infiammazione alla zampa. In sette casi su dieci ci sono osservati miglioramenti. Ora lo studio del Beta-Cariofillene deve proseguire per verificare l’effettiva utilizzabilità a livello farmacologico. E-BCP è un componente che è presente in molte erbe aromatiche e spezie, tra le quali, oltre all’origano, vanno ricordate il basilico, il rosmarino, la cannella e il pepe nero. Con una nutrizione standard si assumono giornalmente circa 200 milligrammi di questa molecola. 
Chi consuma con maggiore regolarità cibi conditi con l’origano ha dunque più possibilità di rimanere sano – limitatamente al rischi di contrarre le malattie citate in precedenza. La Beta-Cariofillene agisce sulle strutture ricettive delle membrane cellulari, i cosiddetti ricettori Cannabiodi-CB2, modificando i comportamenti della cellule. A differenza di altre sostante stimulanti, come la cannabis, che comunque sempre sui CB2 ha effetto, la Beta-Cariofillene non ha alcuna conseguenza inebriante. Da ciò, l’interesse farmacologico per riconoscere a questa sostanza un valore terapeutico.

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