mercoledì 8 luglio 2015

Le 10 anomalie delle vostre unghie che indicano una patologia


Le più comuni anomalie delle unghie, (vedi grafici sotto) possono aiutare a diagnosticare una grave malattia, bisogna anche tener presente che ogni mano rappresenta un lato del corpo, per cui se le unghie della mano destra segnaleranno qualche imperfezione, sicuramente vi sarà una corrispondenza di infiammazione o malattia più spostata dalla parte destra del corpo o viceversa.

L’aspetto delle unghie, la loro struttura, forma e colore sono importanti indicatori dello stato di salute della persona.
La buona salute delle unghie
“Un’unghia sana è resistente, di colore rosato ed è caratterizzata da una superficie uniforme e levigata – spiega il professor Monti – Il fatto che le unghie cambino colore e assumano forme strane può significare che ci sia qualcosa che non va nell’organismo. Spesso le cause del cambiamento di aspetto di queste sottili lamine che ricoprono le piccole falangi delle dita risiedono in abitudini sbagliate: ad esempio una manicure troppo aggressiva, l’utilizzo di smalti di qualità scadente, il mancato utilizzo di guanti quando si lavano i piatti o si fa il bucato a mano. A volte, invece, all’origine del cattivo stato di salute delle unghie ci sono traumi o malattie della pelle, come la psoriasi o una micosi, o disturbi interni, ad esempio a carico dell’apparato cardiocircolatorio”.


Quando c’è qualcosa che non va? Te lo dicono le unghie
“In linea di massima – continua il professor Monti – se solo un’unghia o due presentano un’anomalia, è probabile che il problema sia esterno, mentre se sono tutte le unghie a cambiare colore o forma, è ragionevole sospettare la presenza di una malattia interna”.
1) L’unghia presenta un’esagerata curvatura o convessità verso l’alto e ondulazioni diffuse; essa indica una colite ulcerativa o cirrosi, malattie cardiovascolari, tubercolosi, enfisema; se essa ha delle righe verticali vi sarà carenza di ferro; oppure le unghie sono deboli, è un’indicazione di disfunzioni tiroidee.
2) Una tinta bluastra sulla “lunula” (la mezzaluna alla base dell’unghia) può indicare: cattiva circolazione sanguigna, malattie di cuore, sindrome di Raynaud, spasmi alle arterie nelle mani e nei piedi, dovuti solitamente all’esposizione al freddo intenso, ma a volte associati ad artriti reumatoidi o a malattia autoimmunitaria.
Dalla punta delle dita si puo’ capire in anticipo che soffre o soffrira’ di malattie al cuore.
Dagli USA arriva la notizia che dai polpastrelli delle dita della mano, e’ possibile conoscere in anticipo, per i “segni” che la malattia incide ed indica, fin dal suo apparire senza sintomi e senza che le indagini mediche attuali risultino positive, rendendoli visibili nella pelle dei polpastrelli delle dita.
Il test si chiama in termine tecnico: Tonometria dell’iperemia reattiva delle arterie periferiche; questo test misura il modo in cui cambia il volume (forma) della punta delle dita al variare della pressione sanguigna; cio’ e’ sufficiente per mettere in luce le disfunzioni dell’endotelio che riveste internamente le arterie, che sono le prime fasi e precoci dell’aterosclerosi.
3) Le unghie sono a cucchiaio, sono abbassate ed appaiono piatte o incavate come appunto un cucchiaio; possono essere indice di anemia dovuta a carenza di ferro, sifilide, alterazioni della tiroide o febbre reumatica.
4) La metà dell’unghia superiore vicino alla punta del dito appare rosea o bruna mentre l’altra vicina alla cuticola è bianca è chiamata unghia metà, può indicare una malattia renale cronica.
5) Profondi solchi orizzontali che vanno da parte a parte dell’unghia sono dovuti a malnutrizione o malattia grave che ostacola temporaneamente la crescita dell’unghia: parotite; morbillo, cardiopatite acuta o compressione di un nervo dell’avambraccio all’altezza del polso.
6) La maggior parte della pelle sotto l’unghia appare bianca, mentre la normale zona rosea è ridotta ad una striscia vicino alla punta, può indicare una cirrosi epatica.
7) La crescita rallenta, le unghie diventano più spesse e molto dure, assumono colore giallo o giallo verde, indicano disturbi cronici della tiroide, delle vie respiratorie o del sistema linfatico.
8) Strisce rosse longitudinali indicano un sanguinamento dei capillari; se sono molte possono essere un segnale di ipertensione arteriosa stabilizzata, psoriasi o infezione del tessuto che tappezza le cavità cardiache.
9) Chiazze scure, indicano un probabile melanoma maligno, specie quando si estendono dall’unghia al tessuto del dito; a volte è una sola macchia grande altre volte un insieme di lentiggini, di solito appaiono più frequentemente sui pollici o sugli alluci.
10) Unghie picchiettate, cioè la superficie presenta depressioni puntiformi che possono essere disposte irregolarmente come si osserva nella psoriasi, oppure fanno linee regolari che fanno assomigliare l’unghia ad ottone picchiettato, come talvolta si verifica nell’alopecia aerata, che è una malattia auto immune poco nota, che dà luogo a perdita parziale o totale dei capelli.







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domenica 5 luglio 2015

MOZZARELLA DI BUFALA, LA RICERCA: ECCO PERCHÉ FA BENE ALLA SALUTE



Un alimento gustoso, nutriente che fa anche bene alla salute. E' la mozzarella di bufala campana descritta dalle ricerche di alcuni docenti universitari in un convegno promosso a Napoli dal Consorzio per la tutela del formaggio Mozzarella di Bufala al circolo Savoia. Ricerche che aprono nuovi scenari nella scienza dell'alimentazione. Durante la digestione della mozzarella, che può essere il vero «oro bianco della Campania - ha spiegato Ettore Novellino, docente di Chimica farmaceutica e tossicologia dell'università Federico II del capoluogo campano, si sviluppano dei peptidi, che agendo sulle cellule intestinali, esercitano un effetto antiossidante. Ma la mozzarella è un prodotto facilmente digeribile? Per il professore Vito Corleto, docente di Gastroenterologia dell'università La Sapienza di Roma, la mozzarella di bufala può vantare un contenuto di lattosio inferiore a quello che si riscontra nei prodotti ad alta digeribilità. Sul contenuto di sale e sulla sicurezza delle fasi di produzione si è intrattenuto invece a lungo il professore produzione si è intrattenuto invece a lungo il professore Germano Mucchetti, docente di Scienze e tecnologie alimentari all'università degli studi di Parma. Dati particolarmente interessanti sotto il profilo scientifico, che come ha sottolineato il direttore del Consorzio, Antonio Lucisano «vanno anche ben oltre le nostre aspettative».

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Mangiar fichi rende più forti i giovani, aiuta la salute degli anziani e attenua le rughe !



Non per niente da sempre il fico è considerato un frutto afrodisiaco con proprietà rinvigorenti.
La pianta, ficus carica, vanta origini Medio Orientali, nella bassa valle del fiume Giordano. Il termine carica si riferisce alla Caria, la regione dell’Asia Minore tra Mesopotamia, Palestina ed Egitto, dove furono avviate le prime coltivazioni.

È una pianta xerofila, ovvero abituata a lunghi periodi di siccità.
Albero della vita, assimilato dagli Egizi alla fenice, era venerato dai Greci e dai Romani. Platone era soprannominato “mangiatore di fichi” poiché li associava a una rigogliosa intelligenza.
Ippocrate aveva scoperto il potere cagliante del lattice.
Per i Romani il fico rappresentava la la ruma (mammella), prosperosa e generosa, da cui spillarono gocce di denso latte che nutrirono Romolo e Remo.
Il fico appartiene alla famiglia delle moracee, dai cui rami pendono i siconi (sikon in greco significa escrescenza, tumore), cioè i falsi frutti, infiorescenze che impollinate dalle api, diventano infruttiscenze, dando luogo ai veri frutti, i già citati acheni.
Dalle piante femmine, ficus carica sativa originano i frutti commestibili. Le piante maschili, dette caprifico, producono il polline per inseminare, caprificare le femmine. I suoi frutti non sono commestibili. Il colore dei fichi varia dal verde pistacchio, al violetto, al viola scuro.
In Italia i più pregiati sono quelli di Caserta ma vantano un’ottima qualità anche le varietà Pugliese, Siciliana e Romanesca velletrana; quest’ultimi piccoli, morbidi, giallini, dalla buccia sottilissima, si gustano in un boccone.
I primi a comparire, tra maggio e giugno, sono i fioroni, detti anche i fichi di San Giovanni, grossi e piriformi sono i meno saporiti.
fichi veri, di piccola pezzatura, verdi e viola, si raccolgono tra agosto e settembre. Il sole dell’estate li rende particolarmente mielosi.

PROPRIETÁ ED UTILIZZI

I fichi per l’82% del peso sono costituiti da acqua, l’11% da carboidrati, il 2% da fibre, l’1% da proteine e lo 0,2% da grassi. Hanno un elevato contenuto di sali minerali quali potassiomagnesiocalcio eferro e di vitamine antiossidanti (A,B6,C,PP).
Il lattice, prodotto dal frutto fresco e giovane, contiene amilasi e proteasi con proprietà cheratolitiche, utili per attenuare il dolore/rossore delle punture di insetto sulla pelle, e proprietà caustiche, per eliminare le verruche e i calli.
Tuttavia occorre fare attenzione al suo potere irritante e ustionante, pertanto, da moderarne l’uso come abbronzante.
Il decotto di lattice, invece, aiuta a sfiammare il cavo orale ed è un attenuante dell’infiammazione gastrica.
I fichi sono totalmente privi di colesterolo, mentre contengono polifenoli e antiossidanti capaci di contrastare la crescita tumorale e validi aiuto del sistema cardio-circolatorio.
Esercitano un’azione antimicrobica intestinaleantinfiammatoria delle vie urinarie e delle vie aeree.
Ridotti ad impacco sono un alleato contro l’acne.
Per l’alto contenuto di zuccheri sono sconsigliati ai diabetici, mentre, per lo stesso motivo sono ottimi per i bambini, gli sportivi e i convalescenti. Gli zuccheri presenti, infatti, sono semplici e immediatamente assimilabili.
La presenza di mucillagini e della lignina (una fibra) ne fa un rimedio in caso di stitichezza.
Le gemme hanno azione digestiva e regolarizzano la motilità intestinale e la secrezione gastrica. Sono anche antiparassitarie e antiulcera.
Le foglie contengono furocumarine, bergaptene, psoralene, cumarine, lattice, sostanze con proprietà antinfiammatorie, emmenagoghe, espettoranti e digestive.
frutti essiccati presentano un alto contenuto di vitamine A, B e sali minerali e hanno funzione emolliente, espettorante, lassative, e rimineralizzanti.
In cucina il fico trova un dignitoso impiego: classico è l’abbinamento con il prosciutto e il melone; ma si presta anche a piatti più insoliti: in teglia con il maialino, ad arricchire un risotto, a spicchi in insalata. Accompagna i formaggi ridotto in composta o in chutney o mostarda.
Largo impiego trova in pasticceria a comporre torte, semifreddi, per non dire del mosto cotto usato come salsa sui dolci fritti. Sono poi paradisiaci i fichi secchi ricoperti di cioccolato o abbinati alle mandorle.
Quando li comprate sceglieteli morbidi non avvizziti nè sfatti. Si dice che il fico maturo deve avere due cose “collo da impiccato e camicia da furfante” ovvero picciolo torto e pelle screpolata.