lunedì 27 marzo 2017

Stop import, torna la stagione delle cozze italiane



Da Cnr e coop produttori monitoraggio biologico e sensoriale

Con la primavera tornano le cozze made in Italy, il mollusco più consumato dagli italiani. La produzione nei mesi invernali, infatti, rallenta per le basse temperature dell'acque e per la scarsa presenza di nutrienti, dando spazio alle importazioni da Spagna e Grecia. Un comparto in cui l'Italia spicca nel quadro europeo con circa 64 mila tonnellate, che copre i due terzi della produzione comunitaria. Leggere, saporite, dal prezzo accessibile e facili da preparare, le cozze sono apprezzate da 3 italiani su 4 secondo un sondaggio Federcoopesca-Confcooperative. Tante le varietà allevate, dalla cozza Dop di Scardovari in Veneto, primo mollusco bivalve italiano ad aver ottenuto nel 2013 il riconoscimento europeo, al Mytilus galloprovincialis che in Friuli Venezia Giulia vanta la certificazione di qualità a garanzia.

Il Consorzio Almar (Cooperativa acquacoltura lagunare Marinetta) di Udine, in collaborazione con l'Istituto di biometeorologia (Ibimet) del Cnr di Bologna, hanno messo a punto un monitoraggio biologico e sensoriale lungo la filiera, dalla produzione degli allevamenti alla commercializzazione, per offrire un alimento sicuro, salvaguardare l'ambiente e assicurare ai consumatori il massimo livello di gusto. E' stato formato un panel di assaggiatori in grado di definire, secondo i criteri della disciplina scientifica dell'analisi sensoriale, la validità di 4 parametri del mollusco sia crudo che cotto, che sono freschezza, odore, sapore, grado di salatura e consistenza durante la masticazione. Le carni, infatti, devono essere compatte al palato ma non secche, fibrose, granulose o troppo gommose. Il segreto, come spiega il ricercatore Stefano Predieri di Ibimet, sta nella qualità delle acque di coltura che deve essere garantita ancora prima di iniziare la produzione tramite i controlli microbiologici imposti dalla legge. 


Pomodoro salva-cuore, migliora pressione e riduce colesterolo



I suoi effetti potenziati dall'azione del licopene

Confermati i benefici del pomodoro nella prevenzione delle malattie cardiovascolari: da solo contribuisce a ridurre il colesterolo, mentre il licopene, sostanza antiossidante di cui è ricco, migliora la pressione del sangue. E' la conclusione della revisione di 21 studi, condotta dai ricercatori della Northumbria University e pubblicata sulla rivista Atherosclerosis.

 In particolare lo studio ha verificato i benefici del consumo dei prodotti a base di pomodoro associati agli integratori con licopene (sostanza naturale di origine vegetale) nella prevenzione delle malattie cardiovascolari. Si è così visto che i prodotti a base di pomodoro hanno ridotto i valori del colesterolo e migliorato alcuni valori di rischio cardiovascolare, mentre gli integratori al licopene agiscono sulla pressione. ''E' interessante osservare - commenta in una nota Andrea Poli, presidente di Nutrition Foundation of Italy - come gli effetti protettivi del licopene e dei derivati del pomodoro siano complementari e non sovrapponibili tra di loro. Il pomodoro migliorerebbe il profilo lipidico, ed il licopene (di cui il pomodoro è molto ricco) i valori della pressione sanguigna. Gli alimenti come il pomodoro, e i loro principi attivi purificati, come il licopene, sembrano agire in sinergia nella prevenzione cardiovascolare, ciascuno aggiungendo qualcosa agli effetti protettivi dell'altro''.

In particolare lo studio ha verificato i benefici del consumo dei prodotti a base di pomodoro associati agli integratori con licopene (sostanza naturale di origine vegetale) nella prevenzione delle malattie cardiovascolari. Si è così visto che i prodotti a base di pomodoro hanno ridotto i valori del colesterolo e migliorato alcuni valori di rischio cardiovascolare, mentre gli integratori al licopene agiscono sulla pressione. ''E' interessante osservare - commenta in una nota Andrea Poli, presidente di Nutrition Foundation of Italy - come gli effetti protettivi del licopene e dei derivati del pomodoro siano complementari e non sovrapponibili tra di loro. Il pomodoro migliorerebbe il profilo lipidico, ed il licopene (di cui il pomodoro è molto ricco) i valori della pressione sanguigna. Gli alimenti come il pomodoro, e i loro principi attivi purificati, come il licopene, sembrano agire in sinergia nella prevenzione cardiovascolare, ciascuno aggiungendo qualcosa agli effetti protettivi dell'altro''.

Fonte

Magnesio: consumo quotidiano previene cardiopatie, ictus e diabete




Il minerale potrebbe essere responsabile dei benefici della dieta mediterranea

Il segreto degli effetti benefici della dieta mediterranea? L’elevata presenza di magnesio. Lo sostiene uno studio pubblicato sulla rivista Bmi Medicine dai ricercatori delle università di Zhejiang e Zhengzhou (Cina), secondo cui il minerale - che rappresenta uno degli elementi principali di questo regime alimentare ed è contenuto soprattutto nella verdura a foglia verde, nelle noci e nei legumi - sarebbe in grado di proteggere da cardiopatie, ictus e diabete.
“In passato era stato osservato che bassi livelli di magnesio nell’organismo erano associati allo sviluppo di diverse malattie, ma finora non era stato dimostrato il rapporto il magnesio nella dieta e i rischi per la salute – afferma Fudi Wang, che ha coordinato lo studio -. La nostra meta-analisi fornisce una prova del collegamento tra il magnesio contenuto negli alimenti e la riduzione del rischio di ammalarsi”.
I ricercatori hanno analizzato i risultati di 40 studi precedenti, condotti tra il 1999 e il 2016, che avevano coinvolto oltre un milione di persone residenti in nove diversi Paesi. Al termine dell’indagine, hanno scoperto che le persone che consumavano maggiori quantità di magnesio correvano un rischio più basso del 10% di soffrire di malattie coronariche, del 12% di essere colpiti da ictus e del 26% di sviluppare il diabete tipo 2, rispetto a quelle che ne assumevano di meno. Inoltre, hanno osservato che mangiare anche solo 100 mg di magnesio in più al giorno potrebbe abbassare del 7% le possibilità di essere colpiti da ictus e del 19% quelle di soffrire di diabete di tipo 2.
“Le attuali linee guida per la salute raccomandano agli uomini di consumare circa 300 mg di magnesio al giorno, mentre alle donne di assumerne 270 mg – sottolinea Wang -. Tuttavia, la carenza di questo minerale è relativamente comune: interessa tra il 2,5% e il 15% della popolazione generale. I nostri risultati potrebbero servire ad accrescere la consapevolezza dei responsabili pubblici e politici sulla necessità di promuovere le linee guida nutrizionali per ridurre i rischi per la salute dovuti a carenza di magnesio”.